Tobees - il progetto


Il progetto Tobees -sonorizzazioni per la biodiversità è nato nel 2019 da un’idea di Alessio Mosti, Marna Fumarola e Azzurra Fragale. La performance è un’improvvisazione: l’ensemble, composto da sintetizzatori modulari e violino, lavora su campioni musicali concreti/naturali, suoni elettronici e suoni acustici. I sensori Arduino permettono di coinvolgere l’ambiente o le forme di vita affinché modifichino la performance in tempo reale. Arduino è una piattaforma hardware composta da una serie di schede elettroniche dotate di un microcontrollore. È stata ideata e sviluppata nel 2005 da alcuni membri dell'Interaction Design Institute di Ivrea (TO) come strumento per la prototipazione rapida e per scopi hobbistici, didattici e professionali. Il nome della scheda deriva da quello del bar di Ivrea frequentato dai fondatori del progetto, nome che richiama a sua volta quello di Arduino di Ivrea. Nel progetto di sonorizzazione vengono utilizzati alcuni sensori Arduino per interfacciare il mondo delle macchine analogiche con la realtà esterna: nello specifico esiste una workstation elettro-acustica dell’azienda berlinese Koma Elektronik (Il Field kit) che converte i messaggi dei sensori in controlli di voltaggio (cv), inviluppi e gates. Questi ultimi rappresentano la gamma di impulsi elettrici con cui dialogano i moduli dei sintetizzatori modulari: gli impulsi esterni sono dunque direttamente coinvolti nel processo di sintesi del suono. I controlli di voltaggio derivanti dai sensori di contatto, ad esempio, influenzano i parametri di pitch (intonazione) di due oscillatori analogici. Il risultato è un suono armonicamente molto ricco e continuo nel tempo (tecnicamente “un drone su base di onde quadre”), costantemente sottoposto a variazioni d’intonazione. La diffusione della musica avviene attraverso un sistema di cuffie wireless in modo tale da non recare alcun disturbo alle api, immergendo letteralmente l’ascoltatore nel paesaggio sonoro proposto.


Il minimalismo e l’attenzione ai particolari sono i cardini di questa performance. Si tratta di una costante costruzione e decostruzione dell’elemento sonoro il quale, per quanto microscopico all’interno di un paesaggio sonoro più complesso, ne determina l’intero andamento. Come nel nostro ecosistema, la biodiversità è garantita da elementi microscopici, ai quali troppo spesso dedichiamo scarsa attenzione, come gli insetti, gli aracnidi o le piante. Il progetto si propone di palesare la connessione tra micro e macrocosmo attraverso improvvisazioni di musica elettro-acustica, per sensibilizzare ad un’estetica e ad un’etica ad oggi trascurate.